VICO DEI SOTTERRANEI

A cura di Francesco Zompì

A pochi metri da uno dei tanti punti nevralgici della movida leccese, praticamente alle spalle di Piazza Duomo, c’è una stradina cui è stato dato, sfugge il motivo, il tenebroso nome di Vico dei Sotterranei.

Quando, una decina di anni fa, il giovanissimo Sasha decise – con una certa lungimiranza - di aprire il suo ristorantino non abusò della fantasia e lo chiamò con lo stesso nome della via.

Di sotterraneo e tenebroso, però, c’è molto poco: non certo l’ambiente, nient’affatto lugubre, un paio di ampie stanze con tavoli ben distanziati e la possibilità, in stagione, di utilizzare buona parte della sede stradale interdetta alle auto; men che meno la cucina, addirittura solare.

Ammetto che, sino a un paio di mesi fa, ne ignoravo l’esistenza; la lacuna, però, è stata prontamente colmata grazie a un occasionale incontro con i due attori protagonisti: il già citato Sasha, appunto, e Andrea, ragazzo piacentino autodidatta, arrivato al Vicolo come lavapiatti e diventato, nel giro di qualche anno, il primo pilota.

E veniamo al menu. Se gli si vuole trovare un facile difetto, bisogna dire che soffre un po’ di strabismo; con un occhio guarda al turista, che, come si sa, quando viene in Salento, vuole mangiare le orecchiette, le fave e cicorie e via via tutti gli altri piatti che, ultimamente, hanno reso celebre la cucina salentina nel resto del Paese; con l’altro, però, si diverte a sparigliare le carte in tavola e a offrire proposte alternative a uso e consumo, soprattutto, di chi, le orecchiette, le mangia a ogni festa comandata a casa propria e di chi, a ciceri e tria, è cresciuto e pasciuto.

Tre piatti renderanno l’idea: Seppia con spinaci, purè di mela e una sorta di patè di maiale leggermente piccante; spaghettoni con burro aromatizzato al caffè, crema di caciocavallo e mandorle appena tostate. In entrambi, Andrea raggiunge il punto esatto di equilibrio tra dolce e salato, acido e piccante, morbido e croccante. A chiudere, prima dei dolci, il piatto meno azzardato ma non meno appagante: il coniglio alle erbe mediterranee che Sasha ha scelto come portata simbolo.

Il servizio è curato dallo stesso patron.

La cantina è frutto di scelte selezionate e per nulla scontate; grande spazio ai vini naturali.

Il conto è più che ragionevole.

Insomma, il variegato firmamento della rinnovata gastronomia leccese si arricchisce di un’altra stellina, magari non di primissima grandezza, ma sicuramente meritevole di piacevolissima esperienza.

Indirizzo: Vico dei Sotterranei, 3 - Lecce
Per prenotazioni: 320 8368241 - 388 6999036 - Chiuso il martedì
Indirizzo mail: info@vicodeisotterranei.com