TI CONOSCO MASCHERINA

Ci risiamo! Con estenuanti sfilate ed interminabili veglioni, torna il Carnevale pugliese. Da Manfredonia a Gallipoli, da Molfetta a Putignano, Santeramo e Massafra, sarà un’apocalisse di coriandoli, carri mascherati, musica latino americana sparata ad altissimo volume e dirette televisive da far scendere il latte pure ai tori. Dappertutto trionferanno –si fa per dire- animatori con la cadenza trascinata, barzellettieri dalla battuta troppo facile e ballerine sbilenche e mezze nude nonostante i rigori del freddo. Insomma un caravanserraglio di varia umanità arricchito da quintali di cartapesta, piedi gonfi, facce abbottate dal trucco e dolcetti alle mandorle. Una volta c'erano le fialette puzzolenti gettate in mezzo alla folla, le caramelle al sapore d’aglio e le polverine “magiche” per starnutire o per far venire il prurito. Adesso non  più. Che peccato. Hanno resistito però i veglioni e, specie in provincia, non mancheranno. Imperdibili quelli organizzati dai circoli privati dove la middle class di casa nostra si darà appuntamento per festeggiare. Così molti stimati professionisti, imprenditori e commercianti, con lo zampino della consorte, cadranno nella trappola del mascheramento del maschio vestito a femmina: “E eccheccòsa, possibile che pure a Carnevale devi fare la parte del polmone! E mettiti un costume, che con quel vestito grigio pari a vedere un funerale ambulante… meh coraggio, mettiti la monigonna che ti faccio il selfie...”. In questi convivi la vera tragedia si compirà allorquando il complesso musicale attaccherà il brano simbolo del Carnevale: “A e i o u, ipsilon… brigitte bardò bardòòò…”. Su queste note tutti gli invitati –come ipnotizzati- si fionderanno al centro della sala e cominceranno a fare… il trenino. Maledetto trenino! Immaginate la scena. Duecento sudatissime persone tutte in fila che ballando e scodinzolando le terga suderanno come una bottiglia d’acqua fredda lasciata sotto il sole d’agosto. Bon ton, adieu! Le prossime settimane saranno dure da affrontare. Meno male che poi arriverà la Quaresima. Abbasso il peccato. Viva la penitenza.

 

A cura di Antonio Stornaiolo